Veronica Pavan
Biodinamica Craniosacrale · Castelfranco Veneto

Approfondimenti

Blog: corpo, sistema nervoso e consapevolezza

Una raccolta di articoli e post per comprendere meglio cosa accade dentro di noi: trauma, regolazione, convalescenza e pratiche di ascolto del corpo.

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Trauma 3 min

Cos'è il Trauma e Come il Corpo lo Trattiene

Scopri come il trauma si radica nel corpo e perché la psicoterapia da sola non basta. Il ruolo fondamentale del l…

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Cos'è il Trauma e Come il Corpo lo Trattiene

Scopri come il trauma si radica nel corpo e perché la psicoterapia da sola non basta. Il ruolo fondamentale del lavoro bottom-up.
Keyword focus: Trauma corpo, trauma emotivo, guarigione trauma, biodinamica trauma


Cos'è il Trauma e Come il Corpo lo Trattiene

Quando sentiamo la parola "trauma", pensiamo spesso a grandi eventi: guerra, violenza, incidente grave. Ma il trauma è molto più sfumato di così. Trauma significa qualsiasi esperienza che il corpo ha registrato come "non sicuro", "ingestibile", "devastante". Può essere abuso, sì, ma anche abbandono cronico, ingiustizia sistemica, umiliazione, perdita improvvisa. Anche una situazione di controllo costante può essere trauma.

La cosa più importante da capire: il trauma non vive nella mente conscia. Vive nel corpo.

Come il corpo "ricorda" il trauma

Quando accade qualcosa di traumatico, il corpo entra in uno stato di sopravvivenza: attacco, fuga, o congelamento. Se non puoi fuggire e non puoi combattere, il corpo si "congela"—si paralizza. Questo è biologico, non una scelta.

Il problema: quella risposta di congelamento rimane. Il corpo continua a registrare il mondo come pericoloso, anche se razionalmente sai che il pericolo è passato. È come se il tuo sistema nervoso avesse scattato una foto di "non sicuro" e continuasse a mostrarla, ancora e ancora.

Bessel van der Kolk, neuroscienziato specializzato in trauma, lo spiega bene nel suo libro "Il corpo tiene il conto": il trauma si radica nel corpo molto prima che la mente lo razionalizzi. Il tronco encefalico (la parte più antica del cervello) registra: "Pericolo. Rimani in allerta."

Perché la sola psicoterapia non basta

La psicoterapia tradizionale (talk therapy) funziona "top-down"—lavora dalla mente verso il corpo. Lo psicoterapeuta ti aiuta a elaborare razionalmente l'evento: capisci che non era colpa tua, capisci il contesto, capisci che ora sei al sicuro.

Ma qui c'è il problema: il corpo non ha ascoltato la conversazione. Il corpo continua a sentire che non è sicuro. Continui a svegliarti alle 3 di notte in panico. Continui a saltare quando senti un rumore. Continui a "congelarti" nelle relazioni.

Peter Levine, creatore del Somatic Experiencing e uno dei massimi esperti di trauma, lo dice chiaramente: "Il trauma non è quello che ti è successo. Il trauma è quello che rimane nel corpo quando l'esperienza non è stata completamente elaborata."

L'approccio bottom-up: da dove viene il cambiamento vero

Ecco dove entra la Biodinamica Craniosacrale (e altre pratiche bottom-up come il Somatic Experiencing): invece di convincere il corpo razionalmente che è sicuro, glielo dimostriamo attraverso l'esperienza corporea.

Un tocco delicato, una presenza accogliente, un'attesa paziente mentre il corpo si "autorizza" a rilasciarsi—questi elementi comunicano al tronco encefalico: "Sei al sicuro. Puoi rilassarti. Non devi rimanere vigile."

Con il tempo (non subito, ma con sedute regolari), il corpo impara a rispondere diversamente. Non è "guarigione magica"—è neuroplasticità: il cervello crea nuove vie neurali, nuovi schemi di risposta. Iper-vigilanza diminuisce. Fiducia nel corpo ritorna. Libertà emerge.

Top-down + Bottom-up: il duo vincente

La cosa migliore? Fare entrambi. Psicoterapia per la consapevolezza cognitiva, BCS (o Somatic Experiencing) per l'integrazione corporea. Non competono—si supportano mutuamente.

Il corpo e la mente non sono separati. Guarire uno aiuta l'altro.


🎯 Se riconosci questa situazione...

Se il trauma vive nel tuo corpo—se senti iper-vigilanza, paura costante, disconnessione da te stesso—la BCS potrebbe essere lo strumento che ti manca.


Sistema nervoso 4 min

Sistema Nervoso Autonomo: Perché Non Riesci a Rilassarti (E Come Puoi)

Scopri come simpatico e parasimpatico governano il tuo stress. Perché non riesci a rilassarti e come riprogrammare il tuo…

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Sistema Nervoso Autonomo: Perché Non Riesci a Rilassarti (E Come Puoi)

Scopri come simpatico e parasimpatico governano il tuo stress. Perché non riesci a rilassarti e come riprogrammare il tuo corpo.
Keyword focus: Sistema nervoso autonomo, simpatico parasimpatico, stress cronico, rilassamento profondo


Sistema Nervoso Autonomo: Perché Non Riesci a Rilassarti (E Come Puoi)

Conosci quella sensazione? Sai di "non avere nulla da fare", teoricamente potresti rilassarti, ma il corpo rimane in allerta. Cuore che batte veloce, mente che rumina, muscoli contratti. Non è "ansia" nel senso clinico—è il tuo sistema nervoso che non sa come spegnersi.

Benvenuto nel mondo del sistema nervoso autonomo, la parte del corpo che governa tutto senza che tu debba pensarci: respiro, battito cardiaco, digestione, rilassamento.

I due rami: Simpatico e Parasimpatico

Il tuo sistema nervoso autonomo ha due modalità principali:

Simpatico = "Allarme e azione" (accensione)

  • Accelera il cuore, tende i muscoli, dilata le pupille
  • Utilità: quando devi correre da un pericolo, affrontare una sfida, reagire velocemente
  • In breve: sopravvivenza

Parasimpatico = "Riposo e digestione" (spegnimento)

  • Rallenta il cuore, rilassa i muscoli, attiva la digestione
  • Utilità: quando sei al sicuro e il corpo può guarire, rigenerare, integrarsi
  • In breve: guarigione

Il problema: lo stress cronico blocca il parasimpatico

Nella vita moderna, molti vivono in uno stato di simpatico costante. Il corpo è in "survival mode" permanente.

Perché? Ritmo di lavoro alto, scadenze, preoccupazioni, social media (stimoli costanti), relazioni conflittuali. Il corpo non sa se il "pericolo" è passato. Rimane vigile.

Quando il simpatico è sempre "on":

  • ❌ Insonnia (corpo non autorizza il riposo)
  • ❌ Ansia fluttuante (niente di grave, ma sempre una sensazione di "qualcosa non va")
  • ❌ Digestione difficile (il corpo non dirige risorse allo stomaco, ma al "combattimento")
  • ❌ Mal di testa, tensioni muscolari croniche
  • ❌ Irritabilità, reattività emotiva

La trappola: più stai in simpatico cronico, più il corpo "dimentica" come attivare il parasimpatico. Diventa il tuo stato di default.

Stephen Porges e la Teoria Polivagale

Il neuroscienziato Stephen Porges ha scoperto qualcosa di cruciale: il cervello valuta la "sicurezza" attraverso segnali sottili dal corpo—principalmente attraverso il nervo vago, il nervo più lungo del corpo che connette cervello e organi.

Se il corpo sente "sicurezza", il parasimpatico si attiva naturalmente. Se sente "minaccia", rimane il simpatico.

Il tocco delicato come segnale di sicurezza: Un tocco gentile, una presenza calma, una voce morbida—questi segnali comunicano al cervello "sei al sicuro, puoi rilassarti." Non è placebo; è neurotrasmissione reale.

Come riattivare il Parasimpatico

Ci sono piccoli esercizi che aiutano:

1. Respiro lento e profondo (4 secondi inspira, 6 espira)

  • Segnala al corpo: "non abbiamo fretta, siamo al sicuro"

2. Consapevolezza corporea (scansione del corpo)

  • Chiudi gli occhi, senti i piedi sul pavimento, senti il corpo poggiato
  • Questo "porto l'attenzione al corpo" attiva il parasimpatico

3. Contatto sicuro (auto-abbraccio, mani sul cuore)

  • Il tocco gentile signala al cervello: "qualcuno si prende cura di me"

Ma: Se il sistema nervoso è profondamente disregolato (trauma, stress cronico), questi esercizi da soli potrebbero non bastare. Serve una "riprogrammazione" più profonda—e qui entra la BCS. Con il tocco di un'altra persona e la presence di qualcuno che "vede" la disregolazione, il corpo impara a rilassarsi a livelli più profondi.

La cosa importante

Non è "debolezza" non riuscire a rilassarti. È un segnale che il tuo sistema nervoso ha imparato a vivere in allarme. E se l'ha imparato, può imparare qualcosa di diverso.


🎯 Se il tuo corpo è sempre in "allarme"...

Se senti di non riuscire veramente a rilassarti, anche quando "non hai niente da fare", scopri come riprogrammare il tuo sistema nervoso.


Insonnia 4 min

Insonnia Cronica: Un Approccio Bottom-Up

L'insonnia non è "deficit di melatonina". Scopri come il corpo regolato dorme naturalmente e pratica 3 esercizi semplici.…

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Insonnia Cronica: Un Approccio Bottom-Up

L'insonnia non è "deficit di melatonina". Scopri come il corpo regolato dorme naturalmente e pratica 3 esercizi semplici.
Keyword focus: Insonnia cronica, non riesco a dormire, sonno profondo, rilassamento prima del sonno


Insonnia Cronica: Un Approccio Bottom-Up

"Ho provato tutto: melatonina, sonniferi leggeri, app di meditazione, contare pecore... niente funziona." Lo sento dire spesso, e capisco la frustrazione. L'insonnia cronica è una delle forme di sofferenza più silenziose—perché socialmente non è "grave", ma personalmente è devastante. Non dormi, il giorno dopo sei uno zombie, la notte dopo hai ancora più ansia ("e se non dormo di nuovo?").

Ma qui c'è una verità importante: l'insonnia cronica raramente è "mancanza di melatonina". È disregolazione del sistema nervoso.

Perché il corpo non autorizza il sonno

Quando hai insonnia cronica, la testa gira:

  • Hai lista di cose da fare
  • Rimugini sul passato
  • Ansia del futuro
  • "Devo dormire" (ironia: questo mantiene il simpatico acceso)

Ma sotto tutto questo c'è una verità corporea: il tuo sistema nervoso non sente che è sicuro staccare. Staccare significherebbe dormire profondamente, essere vulnerabile, "lasciar andare il controllo." Se il corpo sente ancora una minaccia (anche subconscia), rimane vigile.

È una protezione intelligente: il corpo dice "no, rimani sveglio, rimani vigilante, potrebbe succedere qualcosa."

Perché la sola razionalità non basta

Qui è il punto cruciale: contare pecore, respirazione consapevole, meditazione guidata—questi approcci sono top-down. Dicono al cervello razionale: "stai tranquillo, tutto va bene."

Ma il corpo non sta ascoltando il cervello razionale. Il corpo sta ascoltando i segnali di "sicurezza" o "pericolo."

Puoi dire a te stesso "sono al sicuro" un milione di volte, ma se il tuo corpo non sente al sicuro, il simpatico rimane acceso e il parasimpatico non si attiva.

L'approccio bottom-up

Bottom-up significa: lavora dal corpo verso la mente, non il contrario.

Cosa significa praticamente: Invece di convincere il cervello, comunica al corpo che è sicuro di rilassarsi.

Come? Attraverso:

  • Tocco sicuro (il tuo o di un terapeuta)
  • Movimento consapevole (scientifico, non forzato)
  • Presence di un'altra persona (co-regolazione)
  • Ritmi corporei che segnalano sicurezza (respiro lento, rilassamento muscolare)

Con il tempo, il corpo impara: "okay, posso davvero lasciar andare il controllo qui. È sicuro. Posso dormire."

3 esercizi semplici (da fare durante il giorno, non solo di notte)

La cosa importante: il corpo deve imparare a rilassarsi durante il giorno, non solo aspettare la notte.

Esercizio 1: Radicamento (5 minuti)

  • Seduti o in piedi, senti i piedi sul pavimento
  • Immagina radici che scendono dalla base della colonna
  • Senti il "contatto" del corpo con il suolo
  • Questo attiva il parasimpatico e segnala "sono radicato, sono sicuro"

Esercizio 2: Scansione del corpo consapevole (10 minuti)

  • Disteso, chiudi gli occhi
  • Inizia dai piedi e sali verso la testa, osservando le sensazioni
  • Non cercare di "rilassare"—semplicemente osserva
  • Il parasimpatico si attiva quando l'attenzione è corporea (non mentale)

Esercizio 3: Pausa consapevole (2-3 minuti, 5 volte al giorno)

  • Durante il giorno, ferma quello che stai facendo
  • Senti il peso del corpo sulla sedia/pavimento
  • Senti il respiro (non modificare, solo osserva)
  • Questo "ricorda" al corpo come rilassarsi quando c'è occasione

Quando serve più di questo

Se l'insonnia è cronica (mesi, anni), il corpo ha costruito una "abitudine" profonda di vigilanza. Questi esercizi aiutano, ma potrebbe servire un supporto esterno: BCS, Somatic Experiencing, o terapia psicologica se c'è ansia clinica sottostante.

La BCS in particolare lavora direttamente con il sistema nervoso autonomo, comunicando al corpo "è sicuro dormire" a livello biologico, non solo intellettuale.

La cosa da ricordare

L'insonnia non è una "debolezza personale" o "avere un cattivo corpo." È il tuo corpo che fa il suo lavoro troppo bene—è iperprotettivo. La buona notizia: il corpo può imparare nuovi schemi. Non è impossibile. Serve l'approccio giusto.


🎯 Se la tua insonnia è cronica...

Se hai provato di tutto e il corpo ancora non ti permette di dormire, scopri come riprogrammare profondamente il tuo sistema nervoso.


Gravidanza 4 min

Gravidanza Consapevole: Come il Corpo Prepara lo Spazio

Scopri come la BCS supporta la madre in gravidanza: ancoramento, preparazione al parto, regolazione emotiva…

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Gravidanza Consapevole: Come il Corpo Prepara lo Spazio

Scopri come la BCS supporta la madre in gravidanza: ancoramento, preparazione al parto, regolazione emotiva e fisiologica.
Keyword focus: Gravidanza consapevole, biodinamica gravidanza, preparazione parto, benessere in gravidanza


Gravidanza Consapevole: Come il Corpo Prepara lo Spazio

La gravidanza è uno dei momenti di trasformazione più radicale nella vita di una donna. Non è solo un cambiamento fisico—il corpo si trasforma profondamente, l'identità cambia, le emozioni oscillano. È bellissimo e terrificante contemporaneamente.

Ma qui c'è la sfida: mentre il corpo sta facendo uno dei suoi compiti più importanti (creare uno spazio sicuro per la nuova vita), spesso la madre è emotivamente sopraffatta, fisicamente scomoda, e mentalmente in allerta ("farò tutto bene? il parto sarà okay? sarò una buona madre?").

La Biodinamica Craniosacrale in gravidanza fa qualcosa di importante: aiuta la madre a rimanere ancorata in se stessa, mentre il corpo si trasforma.

I cambiamenti di una gravidanza (non solo fisici)

Nel primo trimestre: il corpo cambia, gli ormoni esplodono, c'è nausea, stanchezza, ambivalenza ("sono felice? sono spaventata?").

Nel secondo trimestre: il pancione diventa evidente, il movimento aumenta, c'è euforia ma anche ansia ("tutto è reale adesso").

Nel terzo trimestre: il corpo è massimamente espanso, a volte scomodo, e c'è una miscela complessa di anticipazione e paura del parto.

In tutto questo, è facile che la madre perda il contatto con se stessa—con il suo corpo come fonte di saggezza e forza, piuttosto che come "il corpo che cambia" (e quindi fonte di ansia).

Come la BCS riporta l'ancoraggio

La BCS, con il suo tocco delicatissimo e la sua focus sul sistema nervoso, fa qualcosa di specifico in gravidanza:

Comunica al corpo della madre: "Tu sei al sicuro. Il tuo corpo sa cosa fare. Puoi permetterti di rilassarti."

Questo non è banale. Molte mamme in gravidanza sono in uno stato di "allerta attivata"—il corpo aspetta il parto come fosse una "minaccia" biologica. Tenersi tesa per 9 mesi è stancante.

Una seduta di BCS attiva il parasimpatico, permettendo al corpo di rilassarsi, di "fidarsi" del processo. E qui accade qualcosa di bello: una madre regolata dà al feto un ambiente nervoso regolato. Non è esoterismo—è neurofisiologia. Il feto sente lo stress della madre attraverso gli ormoni; se la madre è calma, il feto è calmo.

Benefici specifici della BCS in gravidanza

Per la madre:

  • Riduzione dell'ansia e della paura del parto
  • Integrazione dei cambiamenti corporei ("questo corpo mi appartiene ancora")
  • Sollievo dai dolori di gravidanza (mal di schiena, pressione pelvica)
  • Preparazione nervosa al parto (il corpo sa come rilassarsi, non solo contrarsi)
  • Ritrovamento di fiducia in se stessa

Per il feto/neonato:

  • Ambiente nervoso più calmo in utero
  • Riduzione dello stress fetale
  • Potenzialmente parto più fluido (madre rilassata = parto meno traumatico)
  • Regolazione nervosa migliore dopo il parto

Quando iniziare

Idealmente dal secondo trimestre in poi. Nel primo trimestre il corpo è già in trasformazione enorme; è bene aspettare che la gravidanza si stabilizzi.

Ma onestamente? Se una mamma arriva anche al terzo trimestre e vuole support, va bene comunque. È mai troppo tardi.

Il ruolo della BCS nel "maternage consapevole"

La gravidanza è il primo momento di questo: rimanere consapevole del tuo corpo e della tua mente mentre il corpo si trasforma radicalmente. Non è autocontrollo rigido—è consapevolezza compassionevole.

La BCS supporta questa consapevolezza. Dice: "Il tuo corpo sa, il tuo corpo è saggio, il tuo corpo può fidarsi di sé stesso."

Molte mamme che fanno BCS in gravidanza continuano dopo il parto—perché capiscono che è un supporto profondo per rimanere integre mentre la vita cambia drammaticamente.


🎯 Se sei in gravidanza (o stai pianificando)...

Scopri come la BCS può supportare te e il tuo corpo in questo momento straordinario.


Neuroplasticità 4 min

Da Corpo Contratto a Corpo Presente: La Neuroplasticità della Consapevolezza

Il cervello può riscrivere il suo codice. Scopri come la neuroplasticità permette al corpo di cambiare—e per…

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Da Corpo Contratto a Corpo Presente: La Neuroplasticità della Consapevolezza

Il cervello può riscrivere il suo codice. Scopri come la neuroplasticità permette al corpo di cambiare—e perché serve un'altra persona.
Keyword focus: Neuroplasticità, cambiare schemi nervosi, guarigione corpo, trasformazione corporea


Da Corpo Contratto a Corpo Presente: La Neuroplasticità della Consapevolezza

Ci siamo tutti sentiti intrappolati in un pattern corporeo: "Sono sempre teso al collo." "Ho sempre il respiro superficiale." "Non riesco mai a rilassarmi." Sembra fisso, genetico, semplicemente "come sei."

Ma ecco la rivoluzione neuroscientifica degli ultimi 20 anni: il cervello può cambiare. E con il cervello, anche il corpo.

Questo si chiama neuroplasticità—la capacità del cervello di formare nuove connessioni neurali, di riscrivere il suo codice. Non sei intrappolato nei tuoi schemi. Il cambiamento è biologicamente possibile.

Come funziona la neuroplasticità

Quando fai qualcosa ripetutamente, il cervello crea un "sentiero" neurale. Neuroni che sparano insieme, restano insieme. Dopo migliaia di ripetizioni, quel sentiero diventa un'autostrada—automatico, inconscio.

Questo è utile per imparare a guidare (dopo un po' è automatico) o a suonare uno strumento. Ma è un problema quando quel sentiero è "paura", "contrazione", "iper-vigilanza". Se il tuo cervello ha costruito l'autostrada della paura attraverso il trauma o lo stress cronico, il corpo la percorre automaticamente. Non è una scelta; è un'automazione biologica.

La buona notizia: L'autostrada della paura non è permanente. Il cervello può costruire una nuova autostrada—una di "sicurezza", "rilassamento", "fiducia."

Ma qui c'è un "ma" importante: non puoi farlo da solo facilmente

Qui viene il punto chiave: la neuroplasticità ha bisogno di ripetizione + una condizione: il corpo deve sentirsi veramente al sicuro per permettere il cambiamento.

Se provi a convincerti razionalmente ("sono al sicuro, non c'è pericolo"), il corpo potrebbe non crederci. Il corpo ha i suoi sensori di sicurezza, e sono corporei, non razionali.

Ecco perché la BCS (e altre pratiche bottom-up) sono così efficaci: creano condizioni di sicurezza vera nel corpo, permettendo al cervello di riscrivere il codice.

Come funziona il processo

Step 1: Sicurezza viene comunicata
Attraverso il tocco delicato, la presence attenta di un terapeuta, il corpo riceve il segnale: "è sicuro."

Step 2: Il corpo inizia a rilassarsi
Con il segnale di sicurezza, il sistema nervoso parasimpatico si attiva. Il corpo si "permette" di non rimanere in difesa.

Step 3: Nuove vie neurali si formano
Mentre il corpo rilassato rimane in contatto con il segnale di sicurezza, il cervello letteralmente crea nuove connessioni. "Ah, allora posso davvero stare rilassato. Questa è una possibilità."

Step 4: Integrazione e stabilizzazione
Con sedute ripetute, la nuova autostrada si rafforza. Il corpo impara un nuovo default: "rilassamento" piuttosto che "contrazione."

Step 5: La nuova via diventa automatica
Dopo abbastanza ripetizioni, il rilassamento diventa il nuovo automatico. Non devi "provare" più—succede naturalmente.

Perché non puoi farlo completamente da solo

Questa è una scoperta importante della ricerca su trauma e guarigione: il cambiamento profondo richiede co-regolazione, cioè la presenza di un'altra persona che rimane "regolata" mentre tu ti permetti di disregolarti e ricalibrati.

Perché? Perché il cervello umano è costruito per sincronizzarsi con altri cervelli. Se sei solo con la paura, il cervello rimane in paura. Se sei con una persona la cui presenza comunica "è sicuro", il tuo cervello può sincronizzarsi e permettersi il cambio.

Questo è perché la meditazione da soli può aiutare, ma non sempre trasforma. Perché l'autoipnosi può dare un momento di riposo, ma non integra il trauma. La presence di un'altra persona attiva il meccanismo biologico del cambiamento.

La BCS come "allenamento di neuroplasticità"

Ogni seduta di BCS è una ripetizione. Il corpo riceve il segnale di sicurezza, il sistema nervoso si ricalibra, nuove connessioni si formano. Nel corso di 6-8 sedute, il cervello ha un'opportunità reale di riscrivere il codice.

Non è magico, ma è biologicamente reale. È la neuroplasticità in azione.

La cosa importante

Sei intrappolato in un pattern corporeo, ma non è permanente. Il tuo cervello e il tuo corpo hanno la capacità di cambiare. Ma il cambiamento richiede:

  • Ripetizione
  • Sicurezza vera (non razionale)
  • La presence di un'altra persona

Se hai uno di questi ma non gli altri, il cambiamento è parziale. Quando li hai tutti insieme, il cambiamento è profondo e stabile.


🎯 Se senti di essere intrappolato in un pattern corporeo...

Scopri come la BCS attiva la neuroplasticità del tuo corpo per permettere il vero cambiamento.


Trauma 2 min

Trasformare l’eredità del trauma

Janina Fisher, esperta di trauma con decenni di esperienza clinica, spiega che il trauma non si limita agli eventi passati, ma lascia una “eredità vivente”: sintomi, reazioni emotive e fisiche che continuano a influenzar…

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Trasformare l’eredità del trauma

Janina Fisher, esperta di trauma con decenni di esperienza clinica, spiega che il trauma non si limita agli eventi passati, ma lascia una “eredità vivente”: sintomi, reazioni emotive e fisiche che continuano a influenzare la vita quotidiana anche anni dopo. Questi non sono segni di “debolezza” o “pazzia”, ma risposte normali e adattive del corpo e del cervello per sopravvivere a eventi anormali e travolgenti.
Invece di rivivere i ricordi (spesso dannoso), il libro si concentra sull’eredità attuale e propone un approccio somatico e bottom-up, basato su neuroscienze, psicoterapia sensomotoria e teoria polivagale.
Strutturato come un pratico workbook (per survivor e terapeuti), offre esercizi gentili per:

  • Riconoscere i sintomi come segnali protettivi del corpo.
  • Coltivare mindfulness e auto-compassione verso le “parti traumatiche”.
  • Regolare il sistema nervoso lavorando con respiro, sensazioni e movimenti.
  • Trasformare gradualmente queste reazioni in risorse, recuperando sicurezza e integrazione.
    Il messaggio chiave è di speranza: non si cancella il trauma, ma si trasforma la sua eredità in modo da non essere più controllati da essa, vivendo con più presenza e gentilezza verso se stessi.
    Un testo accessibile, profondo e concreto, che parla direttamente al corpo – dove il trauma davvero “vive”.
    Ve lo consiglio perché è importante sapere come funzioniamo per poter affrontare con efficacia il nostro percorso di guarigione. ❤️‍🩹
Trauma 5 min

Quello che non elabori, il corpo lo registra

(Di Patrizia Coffaro) Quando si parla di corpo ed emozioni bisogna stare molto attenti a non banalizzare, perché non è che se uno è arrabbiato allora ha il fegato malato e se è triste ha i polmoni che soffrono. Non funzi…

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Quello che non elabori, il corpo lo registra

(Di Patrizia Coffaro)
Quando si parla di corpo ed emozioni bisogna stare molto attenti a non banalizzare, perché non è che se uno è arrabbiato allora ha il fegato malato e se è triste ha i polmoni che soffrono. Non funziona così, e dirlo in quel modo è una semplificazione che non aiuta nessuno. Però esiste una cosa che, volenti o nolenti, si ripete con una precisione quasi certosina... alcune emozioni, quando vengono vissute per anni senza essere elaborate, trovano sempre gli stessi distretti corporei su cui scaricarsi.
Il fegato, per esempio, è l’organo che gestisce. Gestisce tossine, ormoni, farmaci, carichi metabolici... è l’organo che non si lamenta, che lavora anche di notte, che regge finché può. E guarda caso è quasi sempre sotto pressione nelle persone che vivono una rabbia costante ma trattenuta, una frustrazione cronica, un senso di ingiustizia che non ha mai trovato uno sfogo reale. Non parlo della rabbia urlata, quella che esplode e finisce lì. Parlo di quella che viene ingoiata per anni perché non è il caso, perché devo essere superiore, perché tanto non cambierebbe nulla. Quel tipo di rabbia non sparisce. Diventa tensione interna, rigidità, irritabilità, stanchezza profonda. E il fegato, che è fatto per reggere carichi, se la prende tutta. Poi magari uno si concentra solo sull’alimentazione o sugli integratori, ma finché quella rabbia resta lì sotto traccia, il fegato continuerà a lavorare in sovraccarico.
Lo stomaco è un’altra storia ancora. Lo stomaco è il luogo dove qualcosa entra e deve essere trasformato. Non solo il cibo, ma anche quello che ci succede nella vita. Le persone con stomaco sensibile, gastrite, nodo allo stomaco, nausea senza causa apparente, spesso sono persone che hanno vissuto ingiustizie, sensi di colpa, accuse implicite o esplicite. Persone che si sono sentite dire, in un modo o nell’altro, che il problema erano loro. E allora iniziano a ruminare dentro, a chiedersi se hanno sbagliato, se potevano fare diversamente, se esagerano. Lo stomaco in questi casi non è debole, è sovraccarico di cose che non riesce a digerire. E non c’è tisana che tenga se una persona continua a ingoiare situazioni che le fanno male.
L’intestino tenue, invece, lavora sulla selezione. Decide cosa entra e cosa va lasciato andare. Quando una persona vive in uno stato di allerta continua, con paura del futuro, bisogno di controllare tutto, incapacità di fidarsi, questo tratto del sistema digerente va in tilt. Non discrimina più bene, assorbe male, si infiamma facilmente. È come se il corpo dicesse... se tu non sai più cosa è sicuro e cosa no, non lo so nemmeno io. E non è un caso che molte persone con disturbi dell’intestino tenue abbiano una mente che non si ferma mai, sempre proiettata avanti, sempre a cercare di prevenire qualcosa.
Il colon parla un linguaggio ancora diverso. Il colon riguarda il lasciare andare e qui entrano in gioco i lutti, gli attaccamenti, le storie che non finiscono mai davvero. La stitichezza cronica, per esempio, non è solo una questione di fibre o acqua. Spesso è il segnale di una persona che trattiene, che fatica a chiudere capitoli, che rimane agganciata a ciò che è stato anche quando non c’è più. Il colon non ama il cambiamento brusco, ama i ritmi, ama la regolarità. Ma soprattutto soffre quando si vive con la paura del vuoto.
I reni sono un capitolo delicato, perché parlano della paura più profonda, quella legata alla sopravvivenza. Non la paura razionale, ma quella di fondo, ce la farò, sarò al sicuro, avrò un appoggio. Le persone con reni affaticati spesso sono persone che hanno vissuto a lungo senza sentirsi sostenute, che hanno dovuto cavarsela da sole, che non si sono mai concesse il lusso di mollare. Il corpo, a un certo punto, presenta il conto.
Il cuore e i polmoni entrano in gioco quando il dolore è affettivo. Perdite, separazioni, mancanza di gioia, tristezza trattenuta. Non quella dichiarata, ma quella che si tiene per andare avanti. Il respiro si accorcia, il petto si chiude, il cuore si affatica. Non perché la persona è fragile, ma perché ha smesso di nutrirsi emotivamente.
E poi ci sono le ghiandole, la tiroide, le surrenali. La tiroide soffre spesso in chi non riesce a esprimersi, in chi si è adattato troppo, in chi ha rinunciato alla propria voce. Le surrenali cedono in chi vive da anni in modalità emergenza, sempre responsabile di tutto, sempre in allerta, sempre a reggere più di quanto sarebbe umano.
Il punto, e qui voglio essere molto chiara, è che il corpo non si ammala per caso e non si ammala per punire. Si ammala perché registra... registra quello che non viene detto, quello che non viene visto, quello che viene sopportato troppo a lungo. E quando non c’è più spazio per tenere tutto dentro, lo manifesta dove può.
Capire queste correlazioni non serve a colpevolizzarsi. Serve a smettere di fare guerra al corpo e iniziare a chiedergli... cosa stai cercando di dirmi da anni? Perché quando fai questa domanda sul serio, senza retorica e senza frasi fatte, il corpo di solito risponde e lo fa in modo molto più onesto di quanto siamo abituati ad ascoltare.
XO - Patrizia Coffaro

Trauma relazionale 2 min

Infanzia “normale” Parte 3

Quello che tempo fa credevamo essere “un’educazione normale” oggi si studia da esperti di traumi relazionali e si definisce diversamente. La trascuratezza emotiva, la poca presenza affettiva, l’autoritarismo rigido, l’in…

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Infanzia “normale” Parte 3

Quello che tempo fa credevamo essere “un’educazione normale” oggi si studia da esperti di traumi relazionali e si definisce diversamente.
La trascuratezza emotiva, la poca presenza affettiva, l’autoritarismo rigido, l’invalidazione costante delle tue emozioni (“Non piangere, non è niente!”), i silenzi punitivi che ti facevano sentire invisibile, o il gaslighting (“Te lo stai inventando, sei pazzo!) che ti faceva dubitare di te stesso, sono in realtà forme di trauma relazionale che lasciano segni profondi, a lungo termine.
Non erano considerati eventi eclatanti, ma oggi si sa che sono ferite silenziose che il corpo interpreta come minacce alla sicurezza emotiva.
Nel tempo, portano a una disregolazione affettiva: difficoltà a gestire emozioni, scoppi improvvisi di rabbia o ansia, o al contrario un intorpidimento che ti fa sentire distaccato da te stesso.
Possono creare una rottura interiore: non solo con gli altri, ma con il tuo stesso sé.
Il corpo resta in allerta cronica, con ansia, depressione o dolori fisici inspiegabili, perché ha imparato a vedere il mondo come un posto imprevedibile.
Anche questo è trauma, che non è solo “cosa ti è successo”, ma come il tuo corpo lo ha interpretato: paura, impotenza, solitudine.
La bella notizia? Il corpo può imparare un nuovo modo di sentirsi al sicuro.
Le terapie Bottom-Up come la Biodinamica Craniosacrale aiutano a rilasciare dolcemente queste impronte, riconnettendoti con la tua interezza.
Senza neppure il bisogno di ricordare con la mente razionale, di parlarne, di rivivere quei momenti dolorosi: il corpo fa da sé. Senza esserne sopraffatto. In sicurezza.
Quello che mi sta a cuore è farti sapere che si può fare. Insieme.
💖 Se ti riconosci in questo, sappi che non sei solo. È un passo coraggioso riconoscerlo, e da qui inizia l’amore verso te stesso.
📩 Scrivimi se vuoi approfondire, ti aspetto con un abbraccio virtuale.

Trauma relazionale 1 min

Infanzia “normale” Parte 2

Non sempre siamo consapevoli del motivo del disagio che ci accompagna da anni, eppure ci ricordiamo un’infanzia normale, senza traumi eclatanti. Ci diciamo semplicemente “Sono fatto così, sono fatto male.” Con la vergogn…

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Infanzia “normale” Parte 2

Non sempre siamo consapevoli del motivo del disagio che ci accompagna da anni, eppure ci ricordiamo un’infanzia normale, senza traumi eclatanti.
Ci diciamo semplicemente “Sono fatto così, sono fatto male.” Con la vergogna che ci accompagna.

Cosa succede poi in studio da me durante un percorso di sedute

Accade che piano piano, quando il corpo è pronto a svelare le sue memorie sepolte, arrivano momenti di tristezza, qualche lacrima, un senso di solitudine che riconosciamo, un peso sul petto che ricorda qualcosa, un’immagine, una frase che risuona dentro.
E poi questo peso si alleggerisce, il nodo alla gola si scioglie, il respiro diventa ampio e ci sentiamo protetti, al caldo.
E nel tempo, nella ripetizione dell’esperienza positiva, ogni volta un pò diversa, forse più profonda , realizziamo quanto il nostro corpo avesse trattenuto: la solitudine, la mancanza, la sensazione di non essere visti, l’insicurezza, il vuoto dentro e attorno, la certezza di non essere ascoltati e compresi, tranquillizzati, rassicurati.
Di cosa parlano allora queste memorie del corpo che non sapevamo neppure di avere?
Seguimi, nel prossimo post di parlerò di questo.

Trauma relazionale 1 min

Infanzia “normale” Parte 1

Incontro persone nel mio studio che vengono perché hanno l’ansia, non riescono ad avere relazioni serene o stabili, non hanno un buon rapporto col cibo o col proprio corpo, hanno disturbi fisici cronici… E molto altro. A…

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Infanzia “normale” Parte 1

Incontro persone nel mio studio che vengono perché hanno l’ansia, non riescono ad avere relazioni serene o stabili, non hanno un buon rapporto col cibo o col proprio corpo, hanno disturbi fisici cronici… E molto altro.
Affermano di non avere avuto nessun trauma particolare, nessuna violenza o lutto, un’infanzia “normale”.
Eppure…
“Ma i miei genitori hanno fatto del loro meglio”.
E probabilmente è vero. Non avevano le conoscenze, la consapevolezza e i mezzi per fare diversamente. Non siamo qui per giudicare.
Eppure…
Eppure eccoci qui, con emozioni che ci soverchiano, con paure che non hanno un nome, con rabbia senza un destinatario, con ossessioni e dipendenze, con dolori cronici e l’autostima a zero.
Che cosa succede durante il percorso con me?
Se ti riconosci e vuoi saperne di più seguimi nei prossimi post.

Convalescenza 1 min

Mindfulness per la convalescenza

Quando il corpo ci obbliga a stare fermi – che sia per una malattia, un intervento o semplicemente quella stanchezza che non passa – la mente spesso non si ferma altrettanto. Arrivano i pensieri che girano in tondo, la f…

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Mindfulness per la convalescenza

Quando il corpo ci obbliga a stare fermi – che sia per una malattia, un intervento o semplicemente quella stanchezza che non passa – la mente spesso non si ferma altrettanto. Arrivano i pensieri che girano in tondo, la frustrazione, l’ansia per ciò che non possiamo fare… e tutto sembra più pesante.
In questi momenti, la mindfulness può diventare una vera alleata gentile: non ti chiede di muoverti, di sforzarti o di “guarire subito”. Ti invita solo a essere presente, con dolcezza, proprio lì dove sei – magari sdraiato nel letto – per ascoltare il corpo senza giudicarlo e lasciare che la mente si calmi piano piano.
Ho visto tante persone, durante la convalescenza, scoprire in queste pratiche un modo per trasformare l’immobilità in uno spazio di cura profonda.
Nei prossimi giorni ti spiegherò alcune tecniche semplici, perfette da fare a letto, anche solo per 5-10 minuti. Inizia piano, senza aspettative: l’importante è la gentilezza verso te stesso.
Seguimi se vuoi avere gli esercizi.

Convalescenza 2 min

Immobilità forzata: pensieri e timori di una convalescenza

Ti è mai capitato di essere costretto a fermarti all’improvviso, perché il tuo corpo ha detto “adesso basta”? Un incidente, una malattia, un intervento… e di colpo ti ritrovi lì, a letto o sul divano, mentre la tua vita…

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Immobilità forzata: pensieri e timori di una convalescenza

Ti è mai capitato di essere costretto a fermarti all’improvviso, perché il tuo corpo ha detto “adesso basta”?
Un incidente, una malattia, un intervento… e di colpo ti ritrovi lì, a letto o sul divano, mentre la tua vita di tutti i giorni si sgretola.😔
A me sì e anche a molti miei clienti.
E so che spesso non è facile. Dopo un pò arriva quell’irrequietezza che ti rode dentro, perché la testa vuole correre ma le gambe non possono.
La frustrazione di dover chiedere aiuto per cose che facevi senza pensarci, e quel senso di colpa che ti sussurra “sto dando fastidio”.
La paura di non essere più utile, di non contare niente se non produci, non fai, non sei “come prima”.
E poi quel nodo in gola, quando ti chiedi:”E se qualcosa dentro di me si fosse rotto per sempre?”
È come se la malattia o l’incidente aprissero una finestra, e da lì entrasse tutto ciò che avevamo tenuto chiuso per andare avanti.
Ma ti dico una cosa che mi scalda il cuore ogni volta che la vedo succedere: proprio in quella immobilità forzata, quando non possiamo scappare, il corpo trova lo spazio per ricominciare a guarire davvero.
Nella Biodinamica Craniosacrale, accompagno spesso persone in questa fase delicata, e quello che mi commuove è vedere come, piano piano, quel fermo obbligato diventa un regalo.
Il sistema nervoso trova i suoi punti di quiete, le tensioni si sciolgono senza fretta, e nasce una consapevolezza nuova, più profonda: di sé, dei propri bisogni veri, di ciò che conta davvero nella vita.
Non è facile, lo so. Fermarsi fa paura, ti mette faccia a faccia con parti di te che magari evitavi.
Ma sappi che non sei solo in questo.
Il tuo corpo non ti sta tradendo: ti sta invitando ad ascoltarlo, sa finalmente.
E quando lo fai… spesso è lì che inizia la guarigione più vera. ❤️
Se stai passando un momento così, o ce l’hai nel cuore, ti mando un abbraccio grande.
Sei più forte di quanto credi, anche (e soprattutto) quando sei fermo.

Biodinamica Craniosacrale 2 min

Come si svolge una sessione di Biodinamica Craniosacrale?

Ti accolgo nel mio spazio tranquillo a Castelfranco Veneto. Ti sdrai sul lettino comodo, resti vestita, coperta da una copertina morbida. Non devi fare nulla. Solo essere. Io mi centro: respiro, apro il cuore, entro in u…

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Come si svolge una sessione di Biodinamica Craniosacrale?

Ti accolgo nel mio spazio tranquillo a Castelfranco Veneto.
Ti sdrai sul lettino comodo, resti vestita, coperta da una copertina morbida.
Non devi fare nulla. Solo essere.
Io mi centro: respiro, apro il cuore, entro in una meditazione silenziosa.
Creo un campo di ascolto puro, senza giudizi, senza intenzioni se non quella di accoglierti esattamente come sei.
A volte guido una piccola meditazione sul respiro, per aiutarti a sentire di nuovo il tuo corpo – perché tanti di noi l’hanno un po’ dimenticato.
Poi appoggio le mani, delicatissime, su cranio, sacro, piedi o dove il tuo corpo mi chiama.
Non premo, non manovro.
Ascolto.
Sento le tue “maree” interne – quei movimenti ritmici dei fluidi, come onde profonde del mare.
Sento calore, vibrazioni, pizzicori, energia che si muove.
E se incontro una restrizione, la assecondo con dolcezza, sostenendo le tue forze di autoguarigione – quelle che sanno esattamente di cosa hai bisogno.
Il tuo sistema nervoso si sente al sicuro.
E piano piano scivoli in un rilassamento profondo, tra veglia e sonno (onde theta).
Possono emergere ricordi, immagini, emozioni… il corpo ricorda tutto, e in questo spazio protetto può lasciar andare.
Alla fine ti senti intera, leggera, rivitalizzata.
Come se fossi tornata a casa nel tuo corpo – un posto sicuro, accogliente, tuo.
Più centrata, più forte, più tenera con te stessa.

È questo il regalo della Biodinamica Craniosacrale

Essere vista. Essere accolta. Essere guarita dal tuo stesso corpo.
💌 Senti che è il momento?
Scrivimi, ti aspetto con il cuore aperto.

Sistema nervoso 2 min

Sistema nervoso e co-regolazione

🫴 Quando ti sdrai sul lettino di Craniosacrale Biodinamico non stai solo ricevendo un trattamento… stai entrando in un campo di co regolazione. Il tuo sistema nervoso, spesso abituato a stare in allerta o in difesa, inco…

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Sistema nervoso e co-regolazione

🫴 Quando ti sdrai sul lettino di Craniosacrale Biodinamico non stai solo ricevendo un trattamento…
stai entrando in un campo di co-regolazione.
Il tuo sistema nervoso, spesso abituato a stare in allerta o in difesa, incontra finalmente un altro sistema nervoso che dice (senza parole):
“Sei al sicuro. Puoi rallentare. Puoi lasciar andare.”
Attraverso il mio ascolto profondo, il tocco neutro e la presenza regolata, il tuo nervo vago inizia a sentire che non c’è più bisogno di combattere o immobilizzarsi.
Il respiro si allarga.
Il diaframma si scioglie.
Il cuore ritrova il suo ritmo naturale.
Questo è ciò che la scienza oggi chiama co-regolazione ventro-vagale (teoria polivagale):
il modo più potente e antico che abbiamo per calmare il sistema nervoso…
semplicemente essendo insieme, in sicurezza.
Molti dei benefici che le persone riferiscono dopo una sessione
(senso di leggerezza, sonno profondo, meno ansia, emozioni che fluiscono invece di bloccarsi, dolori che si attenuano)
non arrivano solo dal “lavoro sul corpo”,
ma dal fatto che per 60 minuti il tuo sistema nervoso ha potuto
riposare dentro un altro sistema nervoso calmo e accogliente.
Non sei rotto.
Hai solo bisogno di ricordare com’è sentirsi a casa nel tuo corpo…
E a volte basta qualcuno che te lo ricordi con le mani, il silenzio e il respiro.
Ti aspetto, quando sei pronto/a a rallentare davvero.
💙 Veronica
Craniosacrale Biodinamico & Regolazione Nervosa

Biodinamica Craniosacrale 2 min

Un tocco delicato per potenziare la tua salute

DI COSA SI TRATTA? II Craniosacrale Biodinamico è una disciplina olistica bionaturale. Attraverso un contatto corporeo molto delicato e non invasivo è in grado di stimolare le potenzialità vitali della persona, qualunque…

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Un tocco delicato per potenziare la tua salute

DI COSA SI TRATTA?

II Craniosacrale Biodinamico è una disciplina olistica bionaturale.
Attraverso un contatto corporeo molto delicato e non invasivo è in grado di stimolare le potenzialità vitali della persona, qualunque sia la sua condizione, promuovendone la salute, l'armonia ed il benessere.
La tecnica consiste in tocchi leggerissimi su persona vestita, attraverso i quali l'operatore ascolta i movimenti ritmici del Respiro Primario, il respiro vitale che si esprime in noi fin dai primi giorni dello sviluppo embrionale.
Laddove si sia creata una disarmonia a causa di traumi fisici, psichici ed emotivi, il trattamento va a riportare un equilibrio sostenendo le risorse dell'organismo e potenziando le sue naturali capacità di autoguarigione.

BENEFICI:

La disciplina Craniosacrale è in grado di apportare benefici a tutti i livelli: da semplice trattamento anti-stress, può essere in grado di riequilibrare la postura, i muscoli, l'apparato gastroenterico e di migliorare la respirazione; idonea nel trattamento della sciatalgia, dei mal di schiena, dei traumi da parto, colpi di frusta, emicranie, scoliosi, vertigini e problemi dell'articolazione mandibolare.
E' inoltre in grado di agire protondamente sul sistema nervoso, influenzando sia il sistema ormonale che quello immunitario, favorendo quindi l'armonia degli stati psicologici ed emotivi, ovvero stimolando uno stato di benessere che, in base al concetto olistico dell'essere umano, favorisce l'armonia tra corpo, mente e spirito e quindi un valido sostegno per le più diverse patologie oltre che per la loro prevenzione.
Per la sua natura non invasiva, il trattamento può essere praticato anche sui neonati, sulle persone anziane e sulle donne in gravidanza.
Il Craniosacrale Biodinamico lavora in sinergia e a sostegno delle cure mediche tradizionali per potenziarne
l'efficacia ed alleviare gli effetti
collaterali dei farmaci.
📆 Prenota le tue sedute con me
in via S.Pio X, 133
a Castelfranco Veneto (TV)
📞 Chiama o scrivi
al 370 3208969

Veronica Pavan

Biodinamica Craniosacrale. Un approccio di ascolto del corpo orientato alla regolazione e alla consapevolezza.

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