Veronica Pavan
Biodinamica Craniosacrale · Castelfranco Veneto

Testimonianze

Storie vere, cambiamenti reali.

Alcune persone mi hanno raccontato cosa è cambiato per loro dopo un percorso di Biodinamica Craniosacrale. Ho riscritto le testimonianze in forma narrativa per proteggere la privacy, mantenendo intatto il senso delle parole.

Nota: le esperienze riportate sono personali e non sostituiscono diagnosi o cure mediche.

Seduta di biodinamica craniosacrale in studio

Cosa troverai qui

  • La situazione di partenza e il bisogno che ha portato in studio
  • Come si è evoluta la percezione del corpo e del sistema nervoso nel tempo
  • Gli effetti pratici nella vita quotidiana (sonno, energia, relazioni, presenza)

Privacy

Nomi e dettagli identificativi sono stati modificati. Le parole tra virgolette mantengono l’intenzione originale.

Testimonianze

Qui trovi cinque storie che rappresentano diverse situazioni di vita. Non esiste un percorso “standard”: ogni corpo ha i suoi tempi, e il lavoro si adatta alla persona.

Stress cronico

“Mi sentivo sempre in allerta.”

Profilo

Marco, 45 anni

Responsabile commerciale, Treviso

Focus: stress, tensione, sonno irregolare

Cosa cercava: rallentare e “tornare a respirare”

Marco è arrivato dopo mesi (anni, a sentir lui) di tensione accumulata: lavoro, responsabilità, una mente sempre “accesa”. Dormiva male, si svegliava stanco e viveva con la sensazione di non riuscire mai a staccare davvero.

Prima

“Anche quando ero a casa, ero come se fossi in ufficio. Mi irrigidivo al minimo imprevisto, e mi sembrava normale.”

Durante le sedute

All’inizio ha sperimentato un senso di quiete insolito, quasi “strano”: il corpo si concedeva micro-pause che non ricordava più. Poi sono arrivati segnali pratici: respirazione più ampia, spalle meno contratte, sonno più continuativo.

Oggi

Marco descrive un cambiamento soprattutto nella capacità di riconoscere in tempo i segnali di sovraccarico. “Ora mi accorgo prima quando sto salendo di giri e posso fare un passo indietro.”

“Ho riscoperto com’è sentirsi calmi senza sforzarsi di esserlo.”

Insonnia e ansia

“La notte non era più un luogo sicuro.”

Profilo

Giulia, 33 anni

Insegnante, Castelfranco Veneto

Focus: insonnia, agitazione, pensieri ricorsivi

Cosa cercava: un modo corporeo per calmarsi

Giulia viveva periodi di insonnia alternati a settimane “migliori”, ma sempre con un filo di ansia sotto traccia. Aveva provato molte strategie cognitive; le mancava un’esperienza che coinvolgesse direttamente il corpo.

Prima

“Quando arrivava la sera, mi irrigidivo. Avevo paura di non dormire, e questa paura diventava la causa.”

Durante le sedute

Il lavoro è stato molto graduale: ascolto, orientamento, riconoscimento dei segnali di sicurezza. Con il tempo ha iniziato a percepire che poteva “appoggiarsi” e lasciar andare senza forzare.

Oggi

Giulia non definisce il cambiamento come “niente ansia”, ma come più capacità di attraversarla. “Se arriva un pensiero, non mi porta via tutta la notte.”

“Ho imparato che il mio corpo sa tornare al silenzio.”

Postpartum e stanchezza

“Mi sentivo svuotata, come se non mi riconoscessi più.”

Profilo

Elena, 37 anni

Mamma e libera professionista, Padova

Focus: stanchezza, disorientamento, difficoltà a “stare”

Cosa cercava: recuperare energia e centratura

Dopo la nascita del secondo figlio, Elena ha vissuto un periodo di affaticamento profondo. Non riusciva a riposare davvero e si sentiva distante da sé, come se il corpo fosse diventato “solo funzionale”.

Prima

“Avevo l’impressione di dover essere forte sempre. Ma dentro ero fragile e in colpa per esserlo.”

Durante le sedute

La cosa che l’ha colpita di più è stata la sensazione di “essere accolta” senza dover spiegare. Il corpo iniziava a recuperare piccoli momenti di riposo, e con essi tornava anche un po’ di fiducia.

Oggi

Elena parla di un ritorno alla presenza: più respiro, meno urgenza, più gentilezza verso se stessa. “Non ho risolto tutto, ma non mi sento più sola nel mio corpo.”

“Mi sono ricordata che anche io ho bisogno di cura.”

Lutto e transizione

“Avevo il nodo in gola da mesi.”

Profilo

Sara, 52 anni

Impiegata, Montebelluna

Focus: lutto, blocco emotivo, respiro corto

Cosa cercava: lasciare spazio al dolore senza esserne travolta

Dopo un lutto importante, Sara aveva continuato a “funzionare”, ma qualcosa dentro era rimasto congelato. Si sentiva spesso chiusa nel petto, con la voce bloccata e un senso di distanza dalle emozioni.

Prima

“Non piangevo. Pensavo di essere forte, ma in realtà ero come pietra.”

Durante le sedute

Il lavoro è stato un accompagnamento lento, rispettoso. A volte emergevano lacrime, a volte silenzio. Per Sara era fondamentale sentire che poteva “sentire” senza dover fare nulla.

Oggi

“Non è che il dolore sparisca. Ma è come se potessi respirare di nuovo dentro la mia vita.” Descrive un contatto più vivo con le persone e una maggiore presenza nel quotidiano.

“Ho capito che elaborare non è dimenticare: è poter vivere ancora.”

Trauma emotivo

“Mi sembrava di essere sempre sull’orlo.”

Profilo

Luca, 29 anni

Studente lavoratore, Vicenza

Focus: iperattivazione, paura, corpo “sempre teso”

Cosa cercava: una base di sicurezza nel corpo

Luca ha iniziato il percorso dopo un periodo di forte stress e un episodio emotivamente impattante. Non riusciva più a rilassarsi: il corpo reagiva come se ci fosse sempre un pericolo imminente.

Prima

“Mi bastava un rumore o una discussione e mi partiva il cuore. Razionalmente sapevo che non era grave, ma il corpo no.”

Durante le sedute

Il percorso è stato centrato sulla regolazione e sull’ascolto dei segnali di sicurezza. Luca racconta di aver percepito per la prima volta “un punto fermo”: qualcosa su cui appoggiarsi quando l’ansia saliva.

Oggi

“Non è magia. Ma adesso ho strumenti reali: respiro, orientamento, e soprattutto la certezza che posso tornare giù.” Ha ripreso attività che aveva evitato e descrive più fiducia nelle relazioni.

“Ho smesso di lottare contro il corpo: ho iniziato ad ascoltarlo.”

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